Vai al contenuto

STORIA DI UN CALCIATORE – LA NASCITA

STORIA DI UN CALCIATORE - LA NASCITA

Sono nato un giorno d’inverno. In una piccola città del sud.

Il giorno della mia nascita fu un grande momento per mio padre. Ero il primo figlio maschio dopo due femmine. Così Antonio Bartozzi poteva avere una discendenza. Il cognome era salvo. E soprattutto avrebbe potuto guardare le partite con suo figlio.

Furono scattate subito delle foto. Con la famiglia al completo. E la foto fu subito incorniciata e piazzata accanto al ritratto autografato di Gianni Rivera.

Perché sì. Mio padre è un milanista sfegatato. Era lì a Madrid quando Pierino Prati fece la tripletta. E prendeva il Rapido per andare a San Siro a vedere il Milan. E inseguire Gianni Rivera per farsi firmare maglietta e sciarpa. Per poi riporle a casa in una teca. Per adorarle come si fa con le reliquie dei santi.

Non potete immaginare la sua felicità alla mia nascita. Un figlio milanista. Con cui avrebbe condiviso la passione. Con cui andare allo stadio.

Perché la sofferenza e le gioie potessero essere comuni. Il piccolo uomo che avrebbe guardato con orgoglio vedendo in lui la sua eredità.

E appena nato, avevo già tutto il corredo a tinte rossonere. Magliettina, sciarpettina, bavaglino, scaldalatte. Tutto del Milan.

La possibilità che io diventassi di un’altra squadra? Non contemplata.

Il giorno in cui sono nato mio padre mi guardava con occhi innamorati. Per il suo figlio milanista.

Il mio nome è Bartozzi Gianni. Come Gianni Rivera.