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LE TELECRONACHE DI NANDO MARTELLINI

LE TELECRONACHE DI NANDO MARTELLINI

Il senso della misura. La pacatezza con cui descriveva la partita. Stando attento sempre alle parole. A non sovrapporsi allo spettacolo. Accompagnando l’occhio dello spettatore.

Senza mai favoleggiare. O tessere racconti superflui. Ché il cronista deve fare un passo indietro rispetto al campo. E non sommergere il pubblico di opinioni.

 Non una voce stentorea né l’uso di slanci emotivi. Ma una dizione calma. Quasi rassicurante. Che ti accompagnava dolcemente. E ti faceva sentire a casa.

Protagonista di una telecronaca antica. Quasi didascalica. Sottolineanco i nomi dei calciatori. E cercando sempre l’asciuttezza. Con quel distacco che lo rendeva obiettivo.

Colto e poliglotta, Martellini ha rappresentato un modello di telecronista. Con il suo eloquio secco e calibrato.

Ma un giorno anche lui si è lasciato andare all’emozione.

Quando gridò per tre volte: “CAMPIONI DEL MONDO, CAMPIONI DEL MONDO, CAMPIONI DEL MONDO.”