L’ALMANACCO ILLUSTRATO DEL CALCIO. IL MIO REGALO DI NATALE.

L’ALMANACCO ILLUSTRATO DEL CALCIO. IL MIO REGALO DI NATALE.

Era il Natale del 1977. Mi alzai prestissimo. Prima di tutti. Fremevo per i regali. Andai subito sotto l’albero. E trovai questo pacco con carta regalo verde. Da parte di mio zio Oreste. Lo scartai. E mi comparve L’Almanacco Illustrato del Calcio. Con Bettega in copertina.

Un tesoro per me. Uno scrigno in cui era contenuto tutto il mondo del pallone. Statistiche, disegni, formazioni, foto. Tutto un anno condensato in un libro. Così prezioso che lo sfogliavo con cura. Attento a non sgualcirlo. Prevenendo l’annoso fenomeno delle “orecchie”.

La sera, mentre gli altri guardavano la tv, io lo studiavo. Ripetevo a memoria tutte le formazioni, tutte le statistiche dei giocatori. E poi mi facevo interrogare. E non ne sbagliavo una. Tanto che mia madre voleva iscrivermi a Rischiatutto.

E poi c’erano le vignette dei gol della nazionale. Che mi divertivo a ricopiare sul mio “Quaderno del Calcio”.

Faceva bella mostra sulla mensola della mia stanzetta. Accanto ai miei fumetti. E quando ci passavo davanti, lo guardavo con orgoglio. Come mi avesse conferito un potere. Quello di dominare il mondo del pallone con una conoscenza assoluta.

Da quell’anno ogni Natale si ripeteva il rito dell’Almanacco. Ogni anno la mattina lo trovavo sotto l’albero. E lo guardavo come si guarda il più adorato dei figli.

Da qualche anno mio zio ci ha lasciato. E allora a Natale vado in edicola e lo compro. Per rinnovare la tradizione. E lo divoro come facevo quando ero bambino. E poi lo ripongo tra gli altri Almanacchi. Sono 23 adesso.

E anche ora, che ho 51 anni e due figli, continuo a guardarlo con gli stessi occhi innamorati di quando, nel Natale del ‘77, mi regalarono il primo.

LIBERAMENTE TRATTO DALLA VITA DI FABIO MONTINGELLI. IL NOSTRO DISEGNATORE.


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