KARL-HEINZ RUMENIGGE

KARL-HEINZ RUMENIGGE

Esiste un tedesco più tedesco di Karl-Heinz Rumenigge, anche detto Kalle?

Biondo, occhi azzurri, fisico marmoreo. Con quelle venature incorniciate sui muscoli. L’immagine compiuta della potenza. Con quell’accento duro e spigoloso che in italiano diventa macchietta teutonica.

Faceva terrore quando lo vedevi in area di rigore perché per selezione naturale la palla sarebbe stata sua. Vince sempre il più forte in natura.

Quando arriva in Italia, nell’estate del 1984, ha già vinto due palloni d’oro e fatto caterve di gol nel Bayern e nella Germania Ovest. È il grande colpo della presidenza Pellegrini che con il suo acquisto vuole tornare a vincere il tricolore.

Ma il panzer in Italia è un po’ imballato. Una grossa cilindrata con un difetto di carburazione. Lo si vede, nella faccia contrita, che avrebbe voglia di investire i difensori e arrivare in porta dopo aver seminato morti sulla sua strada, ma sembra bloccato dalla sua troppa potenza.

Non fa male, ma non è il bomber degli anni che furono. Un vorrei ma non posso come il magnifico gol in rovesciata ai Glasgow Rangers annullato.

Record: 64 presenze in Serie A 24 gol

Se qualcuno vi apostrofa dicendo HAI I POLPACCI DI RUMENIGGE, sappiate che sta facendo un elogio della vostra potenza a ricordo di quello che fu il più potente tra i centravanti. Calcio Graffiti