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IL CUCCHIAIO

IL CUCCHIAIO

Porti avanti la palla. E la fai scorrere con piccoli colpi di esterno. E nel frattempo ti guardi attorno. Per scorgere il movimento di un compagno. Per adocchiare le mosse dei difensori.

E poi vedi il portiere avanzare. Abbandonare i pali. Lo guardi di sottecchi. Come possedessi un terzo occhio. Nascosto a compagni e avversari.

Allora hai un’idea brillante. Fare il CUCCHIAIO. Scavare la palla e creare una parabola. Farla volare in cielo per poi cadere improvvisa verso il terreno. Schiava della forza di gravità.

Così i pensieri diventano fatti. E affondi gli scarpini nel terreno per alzare il pallone in alto. Tanto da sollevare manciate di erba insieme alla sfera. E la palla si impenna repentina.

Mentre il portiere guarda sbigottito. Con il sentore di essere stato gabbato. Così, disperatamente, tenta di far ritorno tra i pali. Ma la traiettoria ha le caratteristiche della perfidia.  E scende improvvisa per finire tra le maglie della rete.

Il cucchiaio è il colpo del genio. Crudele e sorprendente.