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IL CAGLIARI DELLO SCUDETTO 1969/1970

IL CAGLIARI DELLO SCUDETTO 1969/1970

Lontano del continente. In quella terra talvolta aspra al centro del Mediterraneo. Distanti dalle architetture politiche di Roma o dal miracolo economico lombardo.

Proprio qui, nella periferia del pallone, avviene il miracolo.

Succede che undici uomini trovino casa qui. Anche chi è nato lì dove il mare è solo un capriccio per villeggianti. Come Gigi Riva da Leggiuno. Uomo lombardo che qui sceglie la sua dimora.

Guidati da un allenatore filosofo, tale Manlio Scopigno. Un uomo naïf, amante dell’arte e del buon vino. E convinto che i giocatori siano uomini liberi. Responsabili. Che la disciplina sia roba da militari.

Così si crea un gruppo granitico. Funambolico in porta con Albertosi. Roccioso in difesa con Niccolai. Ordinato e fantasioso a centrocampo. Con la creatività di Nenè, la corsa infaticabile di Domenghini e le geometrie di Cera che poi arretrerà dando un nuovo senso al ruolo di libero. Il difensore regista.

Il tutto per armare il sinistro di Gigi Riva. L’introverso settentrionale che in campo si abbruttisce. E mostra muscoli e cattiveria. Come il suo tiro potente e secco che ha le sembianze di una sentenza.

Il 12 aprile 1970, nel vecchio Amsicora, quel Cagliari vince lo scudetto. Davanti alle compagini di quel nord che guardavano all’isola come ad una meta esotica.

E per la prima volta il continente non è più così lontano.