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GOL DI TARDELLI

GOL DI TARDELLI

11 luglio 1982 Madrid

69’ Italia-Germania Ovest

Finale Campionato del mondo 1982

Hai sempre sognato di vivere questo momento. Fin da quando da bambino giocavi nei campetti. E pensavi di essere Gerd Muller o Gigi Riva. E attorno al campetto pietroso immaginavi il pubblico festante e le grida dei tifosi.

Così quando stai per tirare, ti scorre la vita davanti. I sogni, le delusioni, i sacrifici. Come in un flashback. Così ti butti in scivolata sulla palla e quando entra in rete, un velo nero si impossessa della tua vista. E dopo è solo un ricordo confuso.

Prima l’incredulità e poi L’URLO. Come se tutto uscisse fuori. Come se tutto quello che hai accumulato di prepotenza prorompesse. Così da animare un grido incontrollato. E una corsa senza meta. Perché tutto il tuo corpo vibra dalla contentezza. E ogni muscolo ha bisogno di partecipare. Perché la tua gioia ha bisogno di essere manifestata.

Del gol di Tardelli oramai si ricorda più l’urlo. A rappresentare la genuinità della sua esultanza. Senza costruzioni artefatte. Tipo balletti coreografati, magliette commissionate, dediche esplicite. Solo un’irrefrenabile, incontenibile gioia.

E quella corsa di chi ormai non controlla più il godurioso giubilo del suo corpo.

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